Per la Commissione Europea è già tempo di delineare l’immediato futuro: Industria 5.0

Per la Commissione Europea è già tempo di delineare l’immediato futuro: Industria 5.0

Per la prima volta la tecnologia sarà al servizio della Società, questa la sintesi estrema della quinta rivoluzione industriale che ci attende.

Tra la fine del 2010 ed i primi mesi del 2011, in alcuni paesi Europei ed in particolare in Germania, si iniziava ad utilizzare per la prima volta il termine “Industria 4.0”; a distanza di 10 anni, questo concetto sta raggiungendo ormai l’apice della maturità mentre il suo sviluppo tecnologico è tutt’ora in continua evoluzione.

A quanto sopra, le contingenze dell’ultimo periodo hanno messo in evidenza la necessità di accelerare la transizione digitale e, conseguentemente, rivedere alcune metodologie: si è arrivati cosi a ipotizzare la “nuova” Industria 5.0.
La quinta rivoluzione industriale si delinea all’orizzonte caratterizzata come la logica evoluzione di tutti quei processi iniziati con l’Industria 4.0.

Tutti gli stati membri dell’Unione Europea stanno lavorando per favorire il processo di digitalizzazione tramite iniziative che prevedono agevolazioni fiscali; se, fino a poco tempo fa queste riguardavano più strettamente la trasformazione degli asset produttivi, oggi si estendono ai software in modo più allargato, come successo in Italia col passaggio al Piano Nazionale Transizione 4.0.

La crisi scaturita dalla recente pandemia ha evidenziato la necessità di ripensare molte delle metodologie lavorative, ha sottolineato punti di vulnerabilità dell’industria e la necessità di flessibilità per fronteggiarla.

Al contempo, molti si sono interrogati sul ruolo dell’industria moderna nella società: a partire dal tema dell’impatto ambientale, da cui è nato il Green Deal, fino alla trasformazione del lavoro e dei lavoratori, conseguenza delle tecnologie emergenti.

La necessità di Industria 5.0

Questo quadro generale ha dato modo alla Commissione Europea di pensare ai nuovi principi per una quinta rivoluzione industriale: questa volta, però, non sono le nuove opportunità tecnologiche a spingere questo bisogno, ma la necessità di creare una Società 5.0 dove “uomo e macchina” sono elementi centrali.

Leggendo tra le categorie tecnologiche trainanti per l’Industria 5.0 individuate dall’Unione Europea, si trova infatti una perfetta continuità con ciò di cui la ormai ben nota Industria 4.0 si fa promotrice da un decennio: interazione individualizzata tra uomo e macchina, tecnologie di ispirazione biologica, digital twins e simulazione dei sistemi, piattaforme di flusso ed analisi dati, intelligenza artificiale ed efficienza energetica.

L’obiettivo differente della nuova rivoluzione industriale, rispetto a quanto oggi proponiamo, è spingere queste tecnologie non solo all’interno dell’industria per la ricerca di migliori condizioni produttive e di profitto, ma anche e soprattutto all’interno della quotidianità di tutti i cittadini europei per un miglioramento delle condizioni di vita.

I principi dell’Industria 5.0 individuati dalla Commissione Europea sono principalmente tre:

Human-centrality: ha l’obiettivo di porre l’essere umano al centro, al cuore del processo produttivo. Le macchine e l’intelligenza artificiale non sono una fredda sostituzione della manodopera, ma opportunità di trasformazione e di crescita economica e professionale: la domanda è “cosa può fare la tecnologia per noi?” e ancora: la velocità con cui le tecnologie si sviluppano e si sostituiscono obbliga a vedere il lavoratore come un investimento, la cui formazione deve seguire di pari passo questa tendenza. Il luogo di lavoro viene definito come uno spazio “sicuro ed inclusivo”, rimarcando ancora una volta il fine dell’evoluzione tecnologica, il benessere psico-fisico del lavoratore.

La sostenibilità: a cui si vuole aspirare può essere sintetizzata con la frase “best with less”: Maggiore utilizzo di fonti rinnovabili, riutilizzo di energia e minori sprechi per far sì che la necessità energetica delle generazioni di oggi non cannibalizzi le risorse per quelle di domani

Gli obbiettivi finali sono: creare catene del valore sufficientemente strategiche e capacità produttive adattabili e processi commerciali flessibili, specialmente nei settori al servizio di bisogni umani fondamentali come sanità e sicurezza.

La resilienza: si riferisce alla necessità di sviluppare un livello più alto di robustezza dei contesti industriali attuali di cui il mondo, con le vicissitudini degli ultimi anni, ne ha avuto decisamente prova.

L’Industry 5.0 vuole riconoscere il potere dell’industria di raggiungere obiettivi sociali al di là dei posti di lavoro e della crescita per diventare un fornitore resiliente di prosperità, facendo sì che la produzione rispetti i confini del nostro pianeta mettendo il benessere del lavoratore industriale al centro del processo di produzione.

Per noi di EVi è un grande piacere riscontrare che i nostri valori etici e professionali sono “molto vicini” a quanto il prossimo futuro dovrà saper al meglio interpretare. Questo nuovo scenario, sarà per noi stimolo e incentivo affinchè le nostre soluzioni contribuiscano e interpretino al meglio la nuova realtà.

Per scoprire di più sui principi dell’Industria 5.0 ed approfondire quali sono, per la Commissione Europea, i settori di sviluppo su cui puntare per rendere questo cambiamento reale, si rimanda alla pagina dedicata sul portale ufficiale (https://ec.europa.eu/info/research-and-innovation/research-area/industrial-research-and-innovation/industry-50_en) , dove è possibile scaricare la pubblicazione originale.

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